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Magazine
Mercedes-Benz Certified. Guidi Car e il nuovo centro per l'usato a Viareggio.
Nel 2019, a otto anni di distanza dalla nascita del programma FirstHand, sfruttando gli oltre 30 di esperienza sul mercato, la Mercedes-Benz dà vita a Certified, che segna uno stacco netto con il passato e punta a elevare ulteriormente gli standard di qualità, oltre che a porsi come nuovo punto di riferimento dell'usato premium. Tre brand e più controlli. La prima importante novità è la suddivisione in tre brand: a Mercedes e Smart si aggiunge AMG, con un'offerta interamente dedicata alle vetture ad alte prestazioni della Stella. Il numero dei controlli è salito: sono 150 in tutto e interessano la carrozzeria, le luci, gli interni, la telematica, l'elettronica, la sicurezza e  la meccanica. Un punto di forza di questo processo riguarda i sistemi di connettività e infotainment, come l'Mbux: da un lato c'è la verifica dell'efficienza, che consente, anche a chi acquista un usato, di avere una vettura tecnologicamente al top, dall'altro viene posta particolare attenzione al tema della privacy. Nel rispetto del regolamento generale (Gdpr), il ripristino dei sistemi alle impostazioni di fabbrica e la disconnessione da Mercedes Me tutelano i dati personali degli ex proprietari da qualsiasi accesso indesiderato (per le Smart, però, questo punto non è applicabile: nonostante su alcune versioni sia disponibile il Coll&Media con e-Sim, non c'è ancora la possibilità d'interagire con la vettura da remoto). Al termine, in base all'età e alle condizioni della vettura, viene rilasciata una garanzia da 12 a 48 mesi, all'interno della quale è compresa l'assistenza stradale Mobilo (per le Smart c'è Road assistance).Nuove proposte e figure professionali. Grazie alla collaborazione con il gruppo Merfina, aumentano le proposte finanziarie: al tradizionale finanziamento e al leasing, si aggiunge la formula del noleggio a lungo termine. Inoltre, si ampliano la rete di vendita e di assistenza, con la creazione d'inedite figure professionali dedicate all'usato: il responsabile, il consulente di vendita, il trade-in expert e il digital & media expert. Lo scopo è quello di mettere a disposizione del cliente personale specializzato che lo segua, passo passo, nell'acquisto. Un sito tutto nuovo. Al fine di agevolare la ricerca di un usato Certified, sono state realizzate delle vere e proprie vetrine digitali, sui rispettivi siti (https://mercedes-benz-certified.it e https://smartcertified.it). Ora le car line sono immediatamente visibili nella parte alta della pagina, dalla quale è possibile avviare una ricerca per parametri: oltre a età, modello e chilometraggio, si può anche impostare il periodo di garanzia. La rappresentazione delle vetture, inoltre, è tridimensionale, come già avviene per il configuratore dei modelli nuovi, e tra le funzionalità inedite spiccano i feedback degli utenti e la visualizzazione delle foto a 360°. Infine, tra le informazioni utili all'interno di ogni scheda, c'è un prospetto di finanziamento con tanto di anticipo, Tan e Taeg, importo e numero delle rate e costo delle spese accessorie.Guidi Car dopo il Lockdown per il Covid-19, non si ferma e apre il Nuovo centro per l'usato Mercedes-benz Certified a Viareggio, all'uscita dell'autostrada.Con oltre 100 vetture tra usate e nuove Mercedes, vieni a scoprirlo.Tel 0584 181878 www.guidicar.itinfoweb@guidigruppo.it

21/09/2020
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Mercedes-Benz GLC Collaudi in corso per la nuova generazione
La Mercedes-Benz è uscita allo scoperto con i prototipi della nuova generazione della GLC. Considerando la carriera del modello attuale, fresco di restyling, è probabile che il debutto arriverà non prima nel 2022, anche se, per il momento, non sono state rilasciate informazioni ufficiali in merito. Il design si evolve. Le immagini della vettura, ancora coperta da numerose camuffature, mettono da subito in risalto alcuni elementi che consentono di distinguerla rispetto al modello attualmente in commercio. Apparemente più lunga e con uno sbalzo posteriore più accentuato, la nuova GLC si fa notare per il taglio più aggressivo dei gruppi ottici anteriori (che non sono ancora quelli definitivi) e per la posizione più bassa di tutto il frontale. Anche la linea del tetto appare più slanciata, complice lo spostamento delle maniglie rispetto alla linea di cintura. Risulta invece nascosto il montante posteriore: al momento non si può dunque capire se verrà riproposto l'attuale vetro fisso di forma triangolare. Anche i fari posteriori non sono quelli definitivi, ma l'incavo che si intravede nella pellicola fa pensare a forme molto diverse rispetto a quelle odierne. Per quanto concerne gli interni, c'è spazio solo per alcune supposizioni: potrebbero infatti adottare lo schermo centrale verticale che ha debuttato di recente sulla Classe S.  Ibride per necessità. Per capire quali saranno le proposte tecniche servirà attendere gli sviluppi della sorella Classe C, che dovrebbe debuttare entro breve tempo con una variante aggiornata della piattaforma Mra. Con ogni probabilità, comunque, gran parte delle motorizzazioni sarà offerta nelle versioni ibride mild e plug-in. Inoltre, ci sarà spazio anche per le sportive AMG, che a loro volta dovrebbero contare sull'EQ Boost. Infine, notevoli passi avanti dovrebbero essere compiuti sul fronte dell'assistenza alla guida.

21/09/2020
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Kia. Svelati gli sketch delle nuove elettriche
La Kia ha delineato ulteriormente la propria strategia per l’elettrico mostrando un piccolo assaggio di alcuni dei modelli che verranno lanciati nei prossimi anni: saranno sette, quelli ''nativi'', entro il 2027, con il primo progetto sviluppato da zero – nome in codice CV - al lancio nel 2021. Nella gamma sono incluse, come ampiamente prevedibile e come si evince dal bozzetto, diverse Suv e crossover. Gli obiettivi. La presentazione può essere considerata una sorta di ''sequel'' del Plan S annunciato a gennaio, un piano a medio-lungo termine dedicato ai veicoli alimentati esclusivamente a batteria e alle soluzioni di mobilità, attraverso il quale la Kia ha già fissato obiettivi precisi: per esempio, quello di offrire 11 modelli elettrici entro il 2025. Ampliando l’orizzonte, poi, la Casa intravede, entro il 2029, un quarto delle vendite globali realizzato con la gamma a emissioni zero. Il punto di partenza sono le oltre 100 mila elettriche consegnate ad oggi in tutto il mondo a partire dal 2011, ovvero da quando è stata lanciata la Kia Ray EV, variante a elettroni di una piccola monovolume destinata al mercato coreano, che rappresenta la prima elettrica di produzione della Casa. Una base fatta apposta. I nuovi arrivi saranno invece auto progettate sin da subito per essere alimentate solo a batteria, costruite sulla base della piattaforma E-GMP, il nuovo pianale modulare della Casa per le elettriche, che andranno a ricoprire un ruolo centrale nell’attività della Casa e, perciò, anche a ridefinirne i canoni del design. Con queste vetture, la Kia si appresta a avviare un nuovo corso stilistico fortemente caratterizzato dalla filosofia e dal linguaggio, oltre che dalle soluzioni progettuali, della tecnologia a emissioni zero. Ma alle viste c’è anche un potenziamento degli addetti, delle basi lavorative e della formazione  in funzione dell’elettrico. Altri fronti. La Kia, infine, svilupperà un’offerta di servizi di mobilità dedicati. Il costruttore sta definendo programmi di abbonamento che consentiranno ai clienti di guidare auto diverse con un’unica sottoscrizione, formule di leasing e noleggio per le batterie e attività di business legate al ripristino degli accumulatori.

21/09/2020
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Mercedes-Benz SL. Al via i test su strada della nuova generazione
La Mercedes-Benz ha svelato le prime immagini dei prototipi della nuova generazione della SL. L'iconico modello della Casa tedesca, sul mercato dal 2012, è da tempo in attesa di una erede e il progetto è stato affidato alla AMG, che ha già sviluppato la GT e le sue derivate. Il parallelismo tra la SL e la versione roadster della GT viene naturale, ma ad Affalterbach appare chiara l'intenzione di puntare su target ben distinti. Ritorna la capote di tela. Nelle immagini possiamo osservare i muletti della sportiva, che è ormai giunta alla fase dei collaudi su strada: la data di debutto non è stata ancora annunciata, ma con ogni probabilità si dovrà attendere l'estate del 2021 per vedere la SL nelle concessionarie. A una prima impressione, comunque, la vettura sembra aver acquisito i più recenti stilemi del marchio, come dimostra il taglio sottile dei gruppi ottici posteriori e quello invece aggressivo, nonché inclinato verso la grande mascherina, di quelli anteriori. Le dimensioni non sembrano essere cresciute rispetto al passato, anzi: la vettura appare più compatta e muscolosa, mentre le accentuate appendici aerodinamiche visibili sotto le pellicole potrebbero non essere quelle definitive. I muletti sfoggiano inoltre un tetto di tela che costituirebbe un ritorno al passato, seguendo la scelta fatta in precedenza per la GT. Quanto a motori, vige ancora il massimo riserbo, anche se ci sono delle unità a sei e otto cilindri a benzina elettrificate, già presenti in gamma, che potrebbero soddisfare le necessità dei tecnici. Ritorno alla sportività di un tempo. La SL, di fatto, potrebbe rappresentare una versione addomesticata e più lussuosa della GT, seguendo comunque l'impostazione premium che da sempre la contraddistingue. Tuttavia, la Casa pare intenzionata a focalizzarsi maggiormente sul piano delle prestazioni e del dinamismo. Nel descrivere la vettura, infatti, la Mercedes ha fatto riferimento alla storia della SL e alle sue radici richiamando i modelli da corsa degli anni 50, segno che l'impostazione più sportiva sarà uno degli elementi cardine della nuova generazione.

21/09/2020
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Mercedes E 300 de Al volante della diesel ibrida plug-in
La Stella sul cofano, se vuoi, è sempre lì: basta scegliere l’allestimento Exclusive. E ci mancherebbe, visto che in 74 anni di onorata carriera (e più di 14 milioni di esemplari venduti) la Mercedes Classe E ha contribuito a rendere grande la Casa di Stoccarda nel mondo. Tornando all’oggi: se pensate che sia solamente una questione di design vi sbagliate di grosso. Perché, oltre a muso e coda ridisegnati secondo i dettami del Wagener-pensiero, il restyling della Mercedes Classe E (ve l’abbiamo già raccontato in occasione dello scorso salone virtuale di Ginevra) porta in dote un gran numero di novità. Ora è arrivato il momento di guidare: per questo primo contatto ho scelto la E 300 de Eq Power, ibrida plug-in a gasolio, con prezzi a partire da 66.860 euro. Gasolio alla spina. A dire il vero questo powertrain non è una premiére assoluta, ma promette di far vivere al turbodiesel in quanto tale una seconda giovinezza. Innanzitutto, mette sul piatto 316 cavalli di sistema: 194 arrivano dal due litri a gasolio, i restanti 122 dall’elettrico. Che prende energia da una batteria agli ioni di litio da 13,5 kWh, per guidare per circa 50 km a emissioni zero. Togliamoci subito il dente della ricarica, che si completa in 90 minuti alla wallbox e in cinque ore alla presa domestica: se volete provare a raggiungere gli oltre 62 km/l dichiarati da Mercedes, quindi, dovrete sfruttare ogni minima possibilità di attaccare la E alla spina. In caso contrario, come per tutte le plug-in, il gioco non vale la candela.Il confort regna. Su strada, la EQ-Power sembra una semplice Classe E a gasolio. Poi, con lo scorrere dei km, si comincia ad apprezzare l’apporto del motore elettrico, che entra in gioco spesso aiutando (in quale misura dipende dall’energia stoccata nell’accumulatore) il termico. Purtroppo, non ho potuto verificare l’autonomia a zero emissioni, poiché l’auto mi è stata consegnata con la batteria scarica. In ogni caso, affondando il pedale del gas, i 316 cavalli si sentono tutti: trarsi d’impaccio non è mai un problema. Nonostante le dimensioni da berlina di rappresentanza, la E non dà l’impressione di essere particolarmente goffa nel guidato; ciò detto, il suo punto forte rimane senza dubbio il confort, sempre di gran livello. Sia l’assorbimento sia l’insonorizzazione, infatti, sono ben curati. Migliorabile, tuttavia, il feeling del pedale del freno: modulare lo sforzo non è sempre facile. Peccato poi che la batteria porti via un bel po’ di spazio al vano bagagli: la berlina passa da 540 a 370 litri (la wagon scende da 640 a 480). Nuovi angeli custodi. Infine, un cenno ai dispositivi di sicurezza: Il nuovo volante capacitivo consente agli Adas di capire più in fretta se il guidatore ha le mani appoggiate sulla corona e, di conseguenza, il pieno controllo dell’auto. Se lo sterzo rimane libero per un certo periodo di tempo si attivano diverse segnalazioni: qualora il conducente non dovesse ancora riprendere in mano il volante, viene attivato il sistema di arresto di emergenza. Volendo, la Classe E può adeguare in modo automatico la velocità ai limiti presenti sul percorso, così come l’andatura alle informazioni provenienti dal servizio Livetraffic: in questo modo, il regolatore attivo di velocità può cominciare a frenare (prima del guidatore) in prossimità di un ingorgo, magari nascosto in galleria o dietro una curva.

21/09/2020
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Volvo. Una crossover elettrica tra le novità del 2021
L’ambizioso obiettivo di vendere per il 50% auto elettriche e per l’altra metà vetture ibride entro il 2025 sta spingendo la Volvo non solo a introdurre varianti a batteria dei propri modelli esistenti, ma anche ad ampliare la gamma attuale. Il lancio della XC40 P8 AWD Recharge, infatti, darà il la ad altri nuovi arrivi, tra i quali spicca una crossover a emissioni zero dal taglio sportivo accreditata col nome di C40 e attesa per la seconda metà dell’anno prossimo. Cambia la ‘’regina’’. Il nuovo modello sarà caratterizzato da una linea del padiglione più sfuggente rispetto alle classiche sport utility svedesi e, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere declinato anche in una variante dotata di motore endotermico, affiancata a quella full electric. Una completa elettrificazione pare scritta anche nel destino della XC90, pronta a rinnovarsi nel 2022 e, allo stesso tempo, a perdere lo scettro di ammiraglia a ruote alte della Casa svedese. Nel 2023, infatti, la Volvo inizierà a produrre la XC100, rivale designata delle varie Mercedes GLS e BMW X7, costruita sulla nuova generazione della piattaforma modulare SPA (SPA2). La XC100 dovrebbe essere proposta in due configurazioni, a sette o sei posti. Le altre. Nel frattempo, anche il resto della gamma sarà in evoluzione. La berlina S60 riceverà il mild hybrid di serie con il restyling previsto tra un paio d’anni, e lo stesso trattamento verrà riservato alla variante familiare, la wagon V60. Dell'S90 e della V90, invece, l’aggiornamento di metà carriera è già stato svelato e ha introdotto l’ibrido leggero su tutte le motorizzazioni assieme a piccoli ritocchi di stile. Tornando alle Suv, un restyling della XC40 è programmato nella prima metà del 2022, mentre la XC60 rinfrescherà stile e contenuti ben prima, nella seconda metà del 2021.

21/09/2020
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Consegnate 25 Volvo V60 allestite per la polizia
Venticinque Volvo V60, appositamente allestite per l’attività della polizia, sono state consegnate dalla Program, azienda di autonoleggio, ad Autovie Venete. Un’operazione che consolida il rapporto di collaborazione tra le due società, che nel corso degli ultimi dieci anni ha riguardato una fornitura complessiva di oltre 320 veicoli, compresi mezzi operativi e di rappresentanza, tra cui alcuni specifici dedicati alla viabilità e alla polizia stradale. Vetture al servizio della sicurezza stradale. La fornitura delle auto rientra nella convenzione stipulata da Autovie Venete con il ministero dell’Interno, che prevede la copertura di interventi di costruzione, manutenzione e ristrutturazione delle caserme a servizio della rete autostradale; la fornitura di carburante, l’assistenza e la manutenzione delle apparecchiature radio e di telefonia mobile necessarie per i collegamenti tra pattuglie, caserme e il Centro operativo autostradale di Udine (nonché fra quest'ultimo e il compartimento della polizia stradale di riferimento). Le nuove Volvo V60 sono state acquistate con la formula del noleggio a lungo termine (di 36 mesi) con un investimento di 1.517.803 euro, cifra che comprende i costi di riparazione, sostituzione di pneumatici e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli. Le auto, prima della consegna, vengono allestite con tutto l’occorrente per il servizio che la polizia svolge lungo la rete autostradale. Dotazione specifica. L’equipaggiamento comprende il kit di segnaletica per mettere in sicurezza i tratti stradali, i coni segnaletici, l'estintore, la torcia a vento, l'apparato radiotrasmittente, le mascherine antigas, i guanti e gli occhiali protettivi, il navigatore satellitare, l'attrezzo multiuso per rompere i finestrini di altri veicoli in caso di urgenza, le prese elettriche, un tavolino-scrivania, un mobiletto con cassetto per contenere l’etilometro e una speciale asta, detta ''top crash'', dotata di GPS per la rilevazione degli incidenti.

21/09/2020
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Volvo XC60 La prova della B4 AWD Geartronic Business Plus
La nuova sigla B4 è un altro piccolo passo verso l’elettrificazione completa dei modelli Volvo, con la B che assume un significato tutto particolare. Questa XC60, infatti, è una mild hybrid a 48 Volt, nella quale una componente elettrica di una certa potenza (circa 14 CV) contribuisce alla riduzione dei consumi. Questo tipo di elettrificazione fa parte di un progetto che porterà la Casa ad avere solo modelli ibridi, plug-in e anche completamente elettrici: lo scorso ottobre è stata presentata anche la XC40 Recharge, prima BEV svedese. B come Brake. In questo caso la B sta per Battery, mentre quella della XC60 sta per Brake: infatti, è attraverso le frenate e i rallentamenti che la Suv media (4 metri e 67 di lunghezza) recupera energia. Un intervento relativamente semplice sulla meccanica del motore a gasolio. Semplice perché non richiede di riprogettare l'intero powertrain, anche se dev’essere rivista tutta la parte di generazione dell'energia e quella di avviamento del motore. Questo senza dimenticare la necessità di trovare lo spazio per una batteria aggiuntiva, che in questo caso si trova accanto al ruotino di scorta, nel doppiofondo del bagagliaio: è agli ioni di litio, ha una capacità di 0,44 kWh (10 Ah a 48 Volt) e incamera energia quando l’auto avanza per forza d'inerzia o frena. Una volta carica, lo stesso generatore, che ha preso il posto del motorino d'avviamento, utilizza l'energia recuperata per alleggerire il lavoro del diesel. Consumi ridotti. Un sistema di questo genere non fa miracoli, ma è in grado di abbassare il consumo dal 3% al 6% (dipende dal tipo di percorso) e, soprattutto, permette di ottenere l'omologazione dell'auto come ibrida, con tutti i vantaggi che ne conseguono. La potenza dei due motori messi insieme è di 211 CV (197 dal termico, 14 dall'elettrico), non molti in rapporto alla massa, visto che la Suv svedese non è un peso piuma. Il Centro prove ha certificato una percorrenza media di 13,5 km/litro. Non male, in rapporto alle prestazioni vivaci. Gli interni. Per chi non conoscesse la XC60, vanno certamente ricordate le mitiche poltrone e in generale la comodità del posto guida: non si tratta di sedili morbidi dove si sprofonda, sono anzi piuttosto consistenti, ma hanno forme e dimensioni che si adattano come un guanto a tutte le corporature, con un valido sostegno laterale, non costrittivo. Gli appoggiatesta sono integrati e piuttosto vicini al capo, come vogliono le migliori pratiche costruttive per limitare le sollecitazioni al collo in caso di tamponamento. Gli svedesi sono così fieri di questa tradizione che hanno decorato i sedili con la loro bandiera nazionale. L'avviamento è silenzioso e senza scosse, grazie all'impiego dell'unità elettrica a 48 Volt, e l'andatura costante e del tutto confortevole. Su un'auto come questa si ha subito l'impressione di poter percorrere molte centinaia di chilometri senza affaticarsi. Il serbatoio da ben 71 litri, poi, consente di evitare frequenti soste al distributore: l'autonomia autostradale sfiora i 1.000 km. ll cambio, rivisto nella parte meccanica e nella gestione della coppia, è comandato da una levetta monostabile sul tunnel. Per mettere in Drive o inserire la retro, occorre tirare o spingere la cloche due volte: un accorgimento di sicurezza che consente di evitare inserimenti accidentali della marcia. In ogni caso, il passaggio fra gli otto rapporti, la prontezza e, in generale, la fluidità hanno guadagnato parecchio dall'elettrificazione e da questo aggiornamento, risolvendo quello che, secondo noi, era anche l'unico vero difetto della serie precedente. Il sistema Sensus. La parte centrale della plancia è dominata dall’infotelematica “Sensus” che Volvo già applica a tutti i suoi modelli, in varie versioni: la strada seguita è quella della massima integrazione dei comandi, all'interno di un tablet verticale. L'organizzazione è razionale, divisa su tre pagine che scorrono orizzontalmente, disegnate con cura rispettando l'ergonomia: le zone sensibili al tocco sono grandi e i caratteri ben visibili in bianco su fondo nero. Gli automatismi, come quello riguardante il climatizzatore, funzionano molto bene, tanto che spesso basta un'impostazione iniziale e poi non occorre più intervenire. Alcuni comandi, però, non sono immediati: per inserire il ricircolo dell'aria, per esempio, occorre toccare lo schermo due volte. Le risposte su strada. Buone notizie nei test del Centro prove, per quanto riguarda i freni: ci si ferma in meno di 40 metri da 100 km/h sull'asciutto, un miglioramento netto rispetto alle versioni non elettrificate della XC60. Gli spazi d'arresto restano invece ancora piuttosto elevati sui fondi ad aderenza differenziata. Le prestazioni dinamiche in termini di accelerazione sono migliorate, portando la B4 ad avvicinare di molto la precedente D5 da 235 cavalli (da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi contro gli 8 dell'altra versione). Un risultato apprezzabile, anche tenendo conto della massa non indifferente: 2.049 chilogrammi in condizioni di prova. In autostrada, infine, i sistemi avanzati di guida come il Pilot Assist sono una benedizione contro distrazioni e fatica: nei nostri test hanno dimostrato un tempismo negli interventi di livello superiore.

21/09/2020
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Guidi Car, oltre 50 anni: tutti in sorpasso meritano il titolo di Top Dealers Italia!
Dal 1969 al 2020 il Gruppo Guidi si è sempre più ingrandito tenendo sempre attaccata la freccia del sorpasso tanto da rappresentare oggi in Toscana e Liguria Audi, Kia, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Smart, Volkswagen e Volvo. Un storia da raccontare e da premiare con Top Dealers Italia.

15/06/2020
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Rimozione coatta: cos’è e quando viene effettuata
La rimozione coatta o forzata viene segnalata da un apposito pannello integrativo ed è un provvedimento che si applica in diversi casi. Alcune infrazioni alle disposizioni del Codice della Strada ed in particolare alle regole di utilizzo ed occupazione della sede stradale prevedono, oltre ad una sanzione amministrativa, la rimozione coatta (ossia forzata) del veicolo. La rimozione coatta auto nel Codice della Strada L’articolo 159 del Codice della Strada (“rimozione e blocco dei veicoli”) disciplina la rimozione forzata ed elenca tutti i casi in cui l’autorità competente può attuare questo tipo di provvedimento. Nello specifico, gli organi di polizia possono procedere alla rimozione coatta nei seguenti casi: “nelle strade e nei tratti di esse in cui con ordinanza dell’ente proprietario della strada sia stabilito che la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall’apposito pannello aggiuntivo“; quando, nelle strade urbane a senso unico di marcia, il veicolo fermato non lascia spazio libero di almeno tre metri o comunque sufficiente al transito di almeno una fila di veicoli (secondo quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 157 del Codice della Strada); nelle aree in cui vige il divieto di sosta. In particolare, la rimozione coatta è prevista nei casi in cui il veicoli si trovi in sosta in prossimità dei passaggi a livello e sui binari ferroviari, nelle galleria, nelle sottovie, nei sottopassaggi, sui dossi, nelle curve, in corrispondenza delle zone di intersezione fuori dalle aree urbane, sulle strisce pedonali, sulle piste ciclabili, sui marciapiedi, nelle aree dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici, in seconda fila, allo sbocco di un passo carrabile, negli spazi riservati alla fermata dei mezzi pubblici, nelle aree riservate al mercato, sulle banchine, nelle corsie riservate al transito dei mezzi pubblici, nelle aree pedonali, davanti ai cassonetti dei rifiuti e negli altri frangenti previsti dai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 158 del Codice Stradale; “in tutti gli altri casi in cui la sosta sia vietata e costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione“. Gli organi di polizia sono autorizzati a procedere alla rimozione di un veicolo in sosta “ove per il loro stato o per altro fondato motivo si possa ritenere che siano stati abbandonati“.In tutti i casi sopra elencati, il provvedimento della rimozione – che costituisce una sanzione accessoria a quella pecuniaria – può essere sostituito dal blocco del veicolo. Gli organi competenti, anche dopo aver spostato il mezzo in modo tale che non costituisca un intralcio alla circolazione, possono provvedere al “blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalità di applicazione saranno stabilite nel regolamento“. La zona di rimozione coatta Le zone in cui la sosta dei veicoli non solo è vietata ma prevede anche la rimozione forzata sono segnalate da una specifica segnaletica verticale. In particolare, al di sotto del segnale di divieto di sosta si trova un pannello integrativo di forma rettangolare a fondo bianco che raffigura un carroattrezzi stilizzato mentre solleva un’auto. La segnaletica può essere ulteriormente integrata da indicazioni più specifiche, come ad esempio “passo carrabile”, “lasciare libero il passaggio”, “zona rimozione” o “rimozione forzata”. Altre indicazioni possono riguardare i giorni e le fasce orarie in cui la violazione del divieto di sosta comporta anche la rimozione coatta del veicolo.Come recuperare il veicolo rimosso Detto dei casi in cui un veicolo in sosta può essere rimosso in maniera coatta dalle autorità e dagli organi preposti, vediamo cosa accade al mezzo dopo la rimozione. Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 215 del Codice della Strada, “quando, ai sensi del presente codice, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della rimozione del veicolo, questa è operata dagli organi di polizia che accertano la violazione, i quali provvedono a che il veicolo, secondo le norme di cui al regolamento di esecuzione, sia trasportato e custodito in luoghi appositi“. Il veicolo rimosso viene restituito al proprietario dopo il rimborso, da parte di quest’ultimo, delle spese di intervento, rimozione e custodia. Il provvedimento di rimozione, così come quello di blocco, devono essere riportati nel verbale di contestazione dell’infrazione; il blocco viene rimosso su richiesta dell’avente diritto solo dopo che quest’ultimo ha provveduto a rimborsare le spese di intervento. Il proprietario del veicolo (o l’intestatario) hanno 180 giorni di tempo, a decorrere dalla notificazione del verbale di accertamento, per richiedere la rimozione del blocco o la restituzione del veicolo. Se, trascorso questo lasso di tempo, l’avente diritto non si è presentato presso l’ufficio o il comando dal quale dipende l’organo che ha effettuato la rimozione o il blocco del veicolo, questi può essere alienato o demolito. “Nell’ipotesi di alienazione” – si legge al comma 4 dell’articolo 215 del Codice Stradale – “il ricavato serve alla soddisfazione della sanzione pecuniaria se non versata, nonché delle spese di rimozione, di custodia e di blocco. L’eventuale residuo viene restituito all’avente diritto“. Ricorso rimozione forzata: come fare In caso di rimozione coatta del veicolo, è possibile presentare ricorso al Prefetto, secondo le modalità stabilite dall’articolo 203 del Codice della Strada. Il trasgressore, trascorsi sessanta giorni dalla notifica della violazione, qualora non abbia usufruito del pagamento in misura ridotta, può “proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno“. Al ricorso è possibile allegare tutta la documentazione ritenuta idonea; inoltre è possibile richiedere un’audizione personale. Quando l’interessato propone il ricorso direttamente al Prefetto (per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno) questi è tenuto a trasmettere gli atti del ricorso al comando competente dell’organo che ha effettuato l’accertamento. Quando si presenta ricorso presso un ufficio o un comando appartenente all’organo accertatore, il personale incaricato ha sessanta giorni di tempo per trasmettere gli atti al prefetto (a decorrere dalla ricezione degli stessi); gli atti devono essere corredati dalle deduzioni tecniche prodotte dall’organo accertatore al fine di confutare o confermare il contenuto del ricorso. Se decorsi i termini per la presentazione del ricorso, il trasgressore non ha provveduto a pagare la sanzione, il verbale “costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento“.

19/05/2020
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La Mercedes batte (ancora) BMW e Audi
Anche nel 2019 la Stella si è confermata leader nelle vendite delle auto “premium” superando le rivali tedesche.ANCORA PRIMA - Ancora una volta la Mercedes-Benz si conferma leader  mondiale come produttore di auto di lusso,  battendo per il quarto anno consecutivo le  storiche rivali BMW e Audi. I dati riportati in queste ore dall’agenzia Reuters indicano che il primato è emerso con chiarezza quando il gruppo BMW ha diffuso i dati di vendita con un aumento del 2%. Un incremento che si è tradotto nel dato record di 2,17 milioni di auto consegnate. Un risultato eccellente, ma non ancora sufficiente a insidiare la leadership della Mercedes che, a fronte di un incremento dell’1,3%, ha consegnato 2,34 milioni di automobili. Più indietro in questa speciale classifica l’Audi, poiché pur avendo registrato un +1,8% si è "limitata” a vendere 1 milione e 850 mila veicoli.CONTINUA CRESCITA - Interessante sottolineare che la domanda di auto lussuose è in costante crescita, al contrario di altri segmenti più accessibili e popolari, specie in quelle zone (buona parte d’Europa compresa) dove l’economia è più in affanno. La Mercedes ha altresì comunicato di aver registrato eccellenti risultati in Germania, Cina e Stati Uniti grazie alla costante domanda di suv e di berline di fascia alta. Il marchio di Stoccarda sottolinea inoltre che la domanda è cresciuta del 6,2% in Cina, dove la clientela locale ha spesso ordinato la  super lussuosa Classe S Mercedes Maybach  a un ritmo di oltre 700 veicoli al mese.I COMMENTI - Eppure non mancano motivi di preoccupazione per il futuro, soprattutto pensando all’aumento dei dazi e delle tariffe automobilistiche che potrebbero frenare la domanda. E sempre in prospettiva futura, un portavoce della BMW ha dichiarato che per il 2020 il marchi di Monaco punta a un leggero aumento delle vendite globali, ben supportate peraltro dalla "solida crescita" in Cina. Quanto all’Europa, i dati non dovrebbero discostarsi da quelli del 2019 per la sostanziale stagnazione dell’economia del Vecchio Continente. Infine Hildegar Wortmann, il nuovo responsabile delle vendite di Audi, ritiene che la nuova  gamma di prodotti lanciati in questi mesi  dovrebbe aiutare il marchio a sostenere il duello con i rivali e riconquistare il terreno perduto rispetto a Mercedes e BMW negli ultimi anni.

14/01/2020
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Segnale divieto di sosta: caratteristiche e normativa
Molto diffuso nei centri urbani, il segnale divieto di sosta è spesso corredato da vari pannelli integrativi. Il comportamento dei veicoli a motore su strada viene regolamentato dalle disposizioni del Codice della Strada. Una parte di tale disposizioni viene implementata per mezzo della segnaletica verticale, ossia tutti quei segnali – costituiti nella maggior parte dei casi da pannelli di varie forme, colori e dimensioni – posti in perpendicolare rispetto al piano stradale. Uno dei più diffusi, soprattutto nelle aree urbane, è il segnale divieto di sosta. Vediamo di seguito quali caratteristiche lo contraddistinguono e qual è la normativa di riferimento. La sosta dei veicoli nel Codice della strada L’articolo 157 del Codice della Strada definisce tre concetti molto importanti per quanto riguarda la circolazione dei veicoli: l’arresto (“l’interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione“); la fermata (“la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia“); la sosta (“la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente“); il Codice prevede anche la sosta d’emergenza, ovvero l’interruzione della marcia dovuta ad un malfunzionamento del veicolo o ad un malessere fisico del conducente o di un passeggero. In generale, in caso di sosta e o di fermata il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (salvo non vi siano specifiche segnalazioni di tipo diverso). Fuori dai centri abitati, i veicoli in sosta devono essere lasciati al di fuori della carreggiata; nelle strade urbane a senso unico di marcia, invece, la sosta è consentita lungo il margine sinistro della carreggiata. In ogni caso, il veicolo va collocato in posizione tale da consentire la circolazione dei pedoni e da non essere di intralcio al traffico. Il segnale divieto di sosta: com’è fatto e cosa significa Come gli altri segnali di divieto, anche quello di sosta è costituito da un disco di lamiera con il bordo rosso; all’interno della corona vi è un disco blu attraversato in diagonale da una barra rossa. Il segnale di divieto di sosta implica le seguenti prescrizioni: vieta la sosta del veicolo lungo il lato della strada sul quale si trova il segnale; non vieta la fermata del veicolo; consente la sosta lungo il tratto di strada precedente il punto in cui si trova il segnale; salvo diversa prescrizione, il segnale vieta la sosta dalle ore 8 alle ore 20 su strade urbane e la sosta in assoluto su strade extraurbane. Il segnale di divieto può essere corredato da vari pannelli integrativi per rendere più chiara l’indicazione: il segnale divieto di sosta con freccia in alto indica l’inizio del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il segnale divieto di sosta con freccia in basso indica la fine del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il pannello integrativo con le due frecce (una verso l’alto e l’altra verso il basso) costituisce il segnale di divieto di sosta continua, valido sia prima che dopo il dispositivo di segnalazione; il pannello integrativo di validità permanente reca l’indicazione 0-24 che implica un divieto di sosta senza limitazioni di tempo. Altri pannelli integrativi possono fornire informazioni aggiuntive, come ad esempio la limitazione del divieto ai giorni feriali o festivi oppure la limitazione ad una determinata categoria di veicoli. Il divieto di sosta può essere ‘abbinato’ anche alla rimozione forzata: in tal caso, il segnale è accompagnato dall’apposito pannello integrativo. Il segnale di divieto può essere incluso in pannelli segnaletici più articolati: Regolazione flessibile della sosta nei centri abitati. Il segnale di divieto è corredato dagli orari in cui vige il divieto stesso mentre nell’altra metà del pannello si trova il segnale di parcheggio con gli orari in cui è possibile parcheggiare; Sosta consentita a particolari categorie di veicoli: il pannello contiene il segnale di divieto assieme a quello di parcheggio ed all’indicazione della categoria autorizzata; Passo carrabile: il pannello implica il divieto di sosta davanti allo sbocco di un passo carrabile ma consente la fermate purché il veicolo non sia d’intralcio; Segnale divieto di sosta temporaneo: si trova lungo le strade su cui si effettuano operazioni di pulizia meccanica; il pannello vieta la sosta nelle ore durante le quali è programmata la pulizia. Il divieto vale per i giorni e le ore indicate.Segnale divieto di sosta e fermata: le differenze Oltre a quello che prescrive il divieto di sosta esiste anche il segnale di divieto di fermata. In quest’ultimo, il disco blu è segnato da una croce formata da due barre diagonali rosse. Il segnale vieta qualsiasi sospensione volontaria della marcia, inclusa la sosta, se non per cause di forza maggiore, come ad esempio il semaforo rosso o un rallentamento del traffico. In assenza di segnalazioni integrative, il divieto è valido per 24 ore lungo il tratto di strada sul quale si trova il segnale ed anche sul tratto precedente se è presente il pannello integrativo con la freccia rivolta verso il basso. Le sanzioni per sosta vietata L’articolo 158 del Codice della Strada disciplina la fermata e la sosta dei veicoli, oltre a riportare le sanzioni previste per le violazioni delle disposizioni in esso contenute. La multa va da 40 a 163 euro per ciclomotori e motoveicoli e da 84 a 335 euro per gli autoveicoli nei seguenti casi di sosta non consentita: in prossimità dei binari ferroviari tale da ostruire la marcia; nelle gallerie, nelle sottovie e nei sottopassaggi; sui dossi e nei tratti in curva; in prossimità di segnali e semafori in modo tale da occultarli alla vista; nelle aree di intersezione al di fuori dei centri abitati; sui marciapiedi (salvo diversa segnalazione); negli spazi destinati allo stazionamento degli autobus; negli spazi destinati ai veicoli riservati alle persone invalide; nelle corsie o nelle carreggiate riservate ai mezzi pubblici. In tutti gli altri casi, le sanzioni previste vanno da 24 a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 41 a 168 euro per gli altri veicoli.

31/12/2019
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Bollo auto, il ‘Rav’ va in pensione: dal 1° gennaio arriva PagoPa
Le nuove modalità di pagamento del bollo auto. Addio al ‘Rav’ per dare il benvenuto a PagoPa. Ecco tutte le novità in arrivo dal 1° gennaio. ROMA – Le nuove modalità di pagamento del bollo d’auto. Dal 1° gennaio 2020 ci sarà l’addio definitivo al “Rav” (il classico vecchio bollettino n.d.r.) con l’arrivo del PagoPa, che coinvolgerà tutti i pagamenti della pubblica amministrazione. Ultimi giorni, quindi, per usufruire del vecchio metodo con la nuova piattaforma che entrerà in vigore con l’anno nuovo. Da gennaio, infatti, addio al canale che le agenzie utilizzano per conservare i pagamenti su veicoli intestati ad altre regioni. Lotta all’evasione fiscale Presto il bollo auto, però, potrebbe essere oggetto ad ulteriori novità. La maggioranza giallo-rossa è al lavoro per cercare di eliminare la grande evasione fiscale. Per farlo si pensa ad una banca data unica gestita dall’Aci con l’obiettivo di “assolvere transitoriamente alla funzione di integrazione e coordinamento dei relativi archivi“. Il provvedimento è stato inserito in uno degli emendamenti del dl Fiscale, approvato nella giornata di ieri (giovedì 5 dicembre 2019 n.d.r.) alla Camera. “Le informazioni – si legge nel testo riportato dal Corriere della Sera – sono disponibili per tutti gli enti che a loro volta provvedono a far confluire in modo simultaneo e sistematico i dati dei propri archivi delle tasse automobilistiche nel sistema informativo del Pra“.Posticipato l’addio al Pra Inoltre, il decreto legge fiscale ha allungato la vita al Pra. L’abolizione, prevista per i primi mesi del 2020, è stata rimandata al 1° novembre ma non è escluso un ulteriore slittamento nelle prossime ore. Airbag moto Con la manovra, inoltre, si è deciso di inserire una detrazione del 50% (fino a un massimo di 500 euro n.d.r.) per gli airbag da moto con un onere complessivo di 30 milioni di euro per lo Stato. I dispositivi potranno avere sia l’attivazione meccanica che elettronica.

31/12/2019
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Bimbi in auto: ecco 10 cose importanti da ricordare.
Bimbi in auto: ecco 10 cose importanti da ricordare. bimbi in auto Spesso non ce ne rendiamo conto ma avere dei bambini in auto ci obbliga a considerare alcuni aspetti particolari davvero importanti. Cominciamo dicendo che c’è una regola base che, in ogni caso, deve essere ricordata: non dimenticare mai il seggiolino. Anche se pensi di effettuare un breve tragitto, ricordati di mettere in sicurezza i bambini, legandoli al seggiolino omologato. La sicurezza in auto è estremamente importante. Ecco un utile riepilogo per i genitori e per tutti coloro che viaggiano con bambini a bordo: Tutti i bambini, fino a 150 cm di altezza, sono obbligati ad utilizzare il seggiolino, che deve essere utilizzato sempre, anche durante brevi tragitti. Il seggiolino deve essere selezionato in base al peso del bambino e deve essere sostituito mano mano. Il luogo ideale per sedere i bambini è il sedile posteriore, possibilmente in centro o sul lato destro, dietro il sedile del passeggero. Gli ovetti da 0 a 15 mesi, che fanno parte dei seggiolini del gruppo 0+, devono essere installati in senso contrario rispetto alla direzione di marcia per ridurre i possibili effetti di un incidente. Se hai deciso di far sedere il bambino sul sedile anteriore, in senso contrario al senso di marcia, ricordati di disattivare tassativamente l’airbag. Se i bambini vengono seduti, invece, nel senso di marcia, non devi effettuare questa operazione. Prima di installare un seggiolino, leggi sempre attentamente le istruzioni di montaggio. Un’installazione non ottimale può essere fatale. Fai attenzione all’usato: accertati della provenienza del seggiolino che pensi di utilizzare e non modificare il prodotto Nel caso in cui il veicolo subisca un incidente, è bene sostituire il seggiolino coinvolto perché potrebbe aver subito danni apparentemente non visibili ma capaci di compromettere la sicurezza. Utilizza le apposite tendine per proteggere il tuo bambino dai raggi solari. Durante la stagione calda verifica le condizioni del seggiolino e fai in modo che il tuo bambino sia sempre seduto all’asciutto. Man mano che cresce, insegna al tuo bambino come allacciare la cintura di sicurezza, dando sempre il buon esempio e insegnandogli le dovute manovre. La sicurezza è importante. I genitori devono sempre indossare le cinture di sicurezza. Ricorda che le cinture sono obbligatorie su ogni sedile occupato e che sono in grado di salvarti la vita. Buon viaggio! Scopri la nostra gamma di veicoli usati e km0.

01/01/2018
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