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La Mercedes batte (ancora) BMW e Audi
Anche nel 2019 la Stella si è confermata leader nelle vendite delle auto “premium” superando le rivali tedesche.ANCORA PRIMA - Ancora una volta la Mercedes-Benz si conferma leader  mondiale come produttore di auto di lusso,  battendo per il quarto anno consecutivo le  storiche rivali BMW e Audi. I dati riportati in queste ore dall’agenzia Reuters indicano che il primato è emerso con chiarezza quando il gruppo BMW ha diffuso i dati di vendita con un aumento del 2%. Un incremento che si è tradotto nel dato record di 2,17 milioni di auto consegnate. Un risultato eccellente, ma non ancora sufficiente a insidiare la leadership della Mercedes che, a fronte di un incremento dell’1,3%, ha consegnato 2,34 milioni di automobili. Più indietro in questa speciale classifica l’Audi, poiché pur avendo registrato un +1,8% si è "limitata” a vendere 1 milione e 850 mila veicoli.CONTINUA CRESCITA - Interessante sottolineare che la domanda di auto lussuose è in costante crescita, al contrario di altri segmenti più accessibili e popolari, specie in quelle zone (buona parte d’Europa compresa) dove l’economia è più in affanno. La Mercedes ha altresì comunicato di aver registrato eccellenti risultati in Germania, Cina e Stati Uniti grazie alla costante domanda di suv e di berline di fascia alta. Il marchio di Stoccarda sottolinea inoltre che la domanda è cresciuta del 6,2% in Cina, dove la clientela locale ha spesso ordinato la  super lussuosa Classe S Mercedes Maybach  a un ritmo di oltre 700 veicoli al mese.I COMMENTI - Eppure non mancano motivi di preoccupazione per il futuro, soprattutto pensando all’aumento dei dazi e delle tariffe automobilistiche che potrebbero frenare la domanda. E sempre in prospettiva futura, un portavoce della BMW ha dichiarato che per il 2020 il marchi di Monaco punta a un leggero aumento delle vendite globali, ben supportate peraltro dalla "solida crescita" in Cina. Quanto all’Europa, i dati non dovrebbero discostarsi da quelli del 2019 per la sostanziale stagnazione dell’economia del Vecchio Continente. Infine Hildegar Wortmann, il nuovo responsabile delle vendite di Audi, ritiene che la nuova  gamma di prodotti lanciati in questi mesi  dovrebbe aiutare il marchio a sostenere il duello con i rivali e riconquistare il terreno perduto rispetto a Mercedes e BMW negli ultimi anni.

14/01/2020
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Segnale divieto di sosta: caratteristiche e normativa
Molto diffuso nei centri urbani, il segnale divieto di sosta è spesso corredato da vari pannelli integrativi. Il comportamento dei veicoli a motore su strada viene regolamentato dalle disposizioni del Codice della Strada. Una parte di tale disposizioni viene implementata per mezzo della segnaletica verticale, ossia tutti quei segnali – costituiti nella maggior parte dei casi da pannelli di varie forme, colori e dimensioni – posti in perpendicolare rispetto al piano stradale. Uno dei più diffusi, soprattutto nelle aree urbane, è il segnale divieto di sosta. Vediamo di seguito quali caratteristiche lo contraddistinguono e qual è la normativa di riferimento. La sosta dei veicoli nel Codice della strada L’articolo 157 del Codice della Strada definisce tre concetti molto importanti per quanto riguarda la circolazione dei veicoli: l’arresto (“l’interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione“); la fermata (“la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia“); la sosta (“la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente“); il Codice prevede anche la sosta d’emergenza, ovvero l’interruzione della marcia dovuta ad un malfunzionamento del veicolo o ad un malessere fisico del conducente o di un passeggero. In generale, in caso di sosta e o di fermata il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (salvo non vi siano specifiche segnalazioni di tipo diverso). Fuori dai centri abitati, i veicoli in sosta devono essere lasciati al di fuori della carreggiata; nelle strade urbane a senso unico di marcia, invece, la sosta è consentita lungo il margine sinistro della carreggiata. In ogni caso, il veicolo va collocato in posizione tale da consentire la circolazione dei pedoni e da non essere di intralcio al traffico. Il segnale divieto di sosta: com’è fatto e cosa significa Come gli altri segnali di divieto, anche quello di sosta è costituito da un disco di lamiera con il bordo rosso; all’interno della corona vi è un disco blu attraversato in diagonale da una barra rossa. Il segnale di divieto di sosta implica le seguenti prescrizioni: vieta la sosta del veicolo lungo il lato della strada sul quale si trova il segnale; non vieta la fermata del veicolo; consente la sosta lungo il tratto di strada precedente il punto in cui si trova il segnale; salvo diversa prescrizione, il segnale vieta la sosta dalle ore 8 alle ore 20 su strade urbane e la sosta in assoluto su strade extraurbane. Il segnale di divieto può essere corredato da vari pannelli integrativi per rendere più chiara l’indicazione: il segnale divieto di sosta con freccia in alto indica l’inizio del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il segnale divieto di sosta con freccia in basso indica la fine del tratto di strada lungo il quale vige il divieto; il pannello integrativo con le due frecce (una verso l’alto e l’altra verso il basso) costituisce il segnale di divieto di sosta continua, valido sia prima che dopo il dispositivo di segnalazione; il pannello integrativo di validità permanente reca l’indicazione 0-24 che implica un divieto di sosta senza limitazioni di tempo. Altri pannelli integrativi possono fornire informazioni aggiuntive, come ad esempio la limitazione del divieto ai giorni feriali o festivi oppure la limitazione ad una determinata categoria di veicoli. Il divieto di sosta può essere ‘abbinato’ anche alla rimozione forzata: in tal caso, il segnale è accompagnato dall’apposito pannello integrativo. Il segnale di divieto può essere incluso in pannelli segnaletici più articolati: Regolazione flessibile della sosta nei centri abitati. Il segnale di divieto è corredato dagli orari in cui vige il divieto stesso mentre nell’altra metà del pannello si trova il segnale di parcheggio con gli orari in cui è possibile parcheggiare; Sosta consentita a particolari categorie di veicoli: il pannello contiene il segnale di divieto assieme a quello di parcheggio ed all’indicazione della categoria autorizzata; Passo carrabile: il pannello implica il divieto di sosta davanti allo sbocco di un passo carrabile ma consente la fermate purché il veicolo non sia d’intralcio; Segnale divieto di sosta temporaneo: si trova lungo le strade su cui si effettuano operazioni di pulizia meccanica; il pannello vieta la sosta nelle ore durante le quali è programmata la pulizia. Il divieto vale per i giorni e le ore indicate.Segnale divieto di sosta e fermata: le differenze Oltre a quello che prescrive il divieto di sosta esiste anche il segnale di divieto di fermata. In quest’ultimo, il disco blu è segnato da una croce formata da due barre diagonali rosse. Il segnale vieta qualsiasi sospensione volontaria della marcia, inclusa la sosta, se non per cause di forza maggiore, come ad esempio il semaforo rosso o un rallentamento del traffico. In assenza di segnalazioni integrative, il divieto è valido per 24 ore lungo il tratto di strada sul quale si trova il segnale ed anche sul tratto precedente se è presente il pannello integrativo con la freccia rivolta verso il basso. Le sanzioni per sosta vietata L’articolo 158 del Codice della Strada disciplina la fermata e la sosta dei veicoli, oltre a riportare le sanzioni previste per le violazioni delle disposizioni in esso contenute. La multa va da 40 a 163 euro per ciclomotori e motoveicoli e da 84 a 335 euro per gli autoveicoli nei seguenti casi di sosta non consentita: in prossimità dei binari ferroviari tale da ostruire la marcia; nelle gallerie, nelle sottovie e nei sottopassaggi; sui dossi e nei tratti in curva; in prossimità di segnali e semafori in modo tale da occultarli alla vista; nelle aree di intersezione al di fuori dei centri abitati; sui marciapiedi (salvo diversa segnalazione); negli spazi destinati allo stazionamento degli autobus; negli spazi destinati ai veicoli riservati alle persone invalide; nelle corsie o nelle carreggiate riservate ai mezzi pubblici. In tutti gli altri casi, le sanzioni previste vanno da 24 a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 41 a 168 euro per gli altri veicoli.

31/12/2019
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Fatturazione elettronica carburante: cosa dice la legge
In vigore dal primo gennaio 2019, la fatturazione elettronica carburante ha sostituito in maniera definitiva le schede carburante in formato cartaceo. Nel 2018 è stata approvata la Legge di Bilancio che prevede l’obbligo di emissione della fattura elettronica da parte dei distributori di carburante per autotrazione. A seguito delle proteste degli operatori di settore, che hanno lamentato il troppo poco tempo a disposizione per effettuare gli adeguamenti necessari a rispettare gli obblighi imposti dalla nuova normativa, il Governo ha approvato una deroga al primo gennaio 2019, termine a partire dal quale è entrato in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica carburante. In tal modo sono state definitivamente accantonate le schede carburante cartacee. La normativa europea: la Direttiva del 2014 L’obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto dalla Direttiva Europea 2014/55/UE del 16 aprile 2014 per la quale la fattura elettronica è “una fattura che è stata emessa, trasmessa e ricevuta in un formato elettronico strutturato che ne consente l’elaborazione automatica ed elettronica“. La Direttiva individua chiaramente gli “elementi essenziali” di questo tipo di fattura, ovvero: identificatori di processo e della fattura; periodo di fatturazione; informazioni relative al venditore; informazioni relative all’acquirente; informazioni relative al beneficiario; informazioni relative al rappresentante fiscale del venditore; riferimento del contratto; dettagli relativi alla consegna; istruzioni di pagamento; informazioni su importi a credito/debito; informazioni relative alle voci della fattura; totali della fattura; ripartizione dell’IVA. Come spiegato successivamente anche dall’Agenzia delle Entrate, tramite la Circolare N. 8/E dell’aprile 2018, non è obbligatorio inserire il numero di targa (o un altro estremo di identificazione del veicolo) all’interno della fattura elettronica. Elementi quali targa, modello o Casa costruttrice del veicolo rappresentano indicazioni “puramente facoltative” le quali “potranno comunque essere inserite nei documenti, per le opportune finalità, come ad esempio quale ausilio per la tracciabilità della spesa“. Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, “l’indicazione della targa possa essere fornita utilizzando il campo “MezzoTrasporto” del file della fattura elettronica“. La normativa italiana: la Legge di Bilancio 2018 e la deroga al 2019 La Direttiva Europea è stata recepita dalla Legge di Bilancio entrata in vigore nel 2018. Il testo stabiliva che “a decorrere dal 1º luglio 2018, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatorie con riferimento alle cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori“. Lo scopo del provvedimento, oltre ad adeguare la normativa italiana a quella comunitaria, è quello di “semplificare gli adempimenti amministrativi dei contribuenti, le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le modalità con cui garantire la sicurezza e l’inalterabilità dei dati“. Come già accennato, le proteste delle associazioni e delle sigle di settore hanno portato all’approvazione di una proroga per l’emissione della e-fattura carburante. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Decreto Legge n. 79 del 28 giugno 2018), ha posticipato l’effettiva entrata in vigore della fatturazione elettronica al primo luglio 2019, “per consentire la piena operatività della fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti per autotrazione rese da impianti stradali di distribuzione“. Bisogna sottolineare come la proroga fatturazione elettronica carburante sia stata applicata solo agli impianti stradali mentre per altri soggetti (come ad esempio i grossisti o le compagnie petrolifere) il termine di decorrenza dell’obbligo è rimasto quello originario fissato dalla Legge di Bilancio del 2018.Fatturazione elettronica carburante come funziona Detto dei principali riferimenti normativi, vediamo ora come funziona in concreto la fatturazione elettronica relativa all’acquisto di carburanti per autotrazione. A tal proposito è bene citare un parere espresso dall’Agenzia delle Entrate il 14 novembre 2019: “nel caso di acquisto di carburanti e lubrificanti per autotrazione, la deduzione della spesa ai fini delle imposte dirette e la detrazione dell’Iva relativa è consentita solo in caso di utilizzo di mezzi di pagamento diversi dal denaro contante“. Nello specifico, tali mezzi di pagamento sono rappresentati da carte di credito, carte di debito e carte prepagate emesse da soggetti finanziari autorizzati. In altre parole, dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, i possessore di partita IVA potranno detrarre gli acquisti di carburante solo se questi sono effettuati con moneta elettronica. Ciò non impedisce ai consumatori – con o senza partita IVA – di continuare ad acquistare la benzina o il gasolio presso i distributori stradali pagando in contanti. Per quanto riguarda il funzionamento in concreto del processo di fatturazione, ogni operatore ha sviluppato degli strumenti appositi per facilitare l’intera procedura: Eni Station Partita IVA è l’app sviluppata da Eni per la gestione della fattura elettronica; come si legge sul sito ufficiale, è “disponibile per sistemi operativi iOS e Android, permette di configurare un profilo cliente associando i dati di fatturazione, oltre che una carta di credito / debito, come i Bancomat di ultima generazione“; RecardQ8 Business è la carta per la fatturazione elettronica carburante Q8; si tratta di una “carta carburante ricaricabile che permette di generare automaticamente le fatture elettroniche“; Carta Carburante IP Plus: accettata anche in 16 paesi esteri, la carta carburante del Gruppo Api emette la fattura elettronica con cadenza quindicinale o mensile; con la “CartaMaxima” è possibile usufruire di uno sconto dedicato in fattura mentre il servizio “Fatturazione IP” è usufruibile per i clienti che si registrano al sito online; Essocard è la carta carburante del Gruppo Esso; consente di scaricare la fattura elettronica dal sito EssoCardOnline.com. Al di là delle carte di credito e debito autorizzate e delle carte carburante sopra indicate, l’Agenzia delle Entrate (con la Circolare N. 8 /E del 30 aprile 2018) ha individuato anche gli altri mezzi di pagamento idonei alla fatturazione elettronica quali assegni, sia bancari che postali, circolari e non oppure vaglia cambiari e postali. Per quanto riguarda le tessere carburante ricaricabili emesse dalle compagnia petrolifere, l’Agenzia ha specificato che “all’atto della cessione/ricarica non si accompagna necessariamente a quello della fatturazione elettronica“. In sostanza, la fatturazione elettronica è obbligatoria solo se il buono o la tessera sono spendibili esclusivamente presso i punti di distribuzione della compagnia stessa mentre “laddove il buono/carta dia modo di rifornirsi presso plurimi soggetti – impianti gestiti da diverse compagnie o da singoli imprenditori“, l’acquisto viene registrato per mezzo dell’emissione di un semplice documento di legittimazione “la cui cessione non è soggetta ad imposta sul valore aggiunto“.

31/12/2019
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Le conseguenze della Brexit sul mondo delle automobili
Brexit, le conseguenze sul mondo dell’auto: il problema principale è legato alle barriere doganali, masi potrebbero allungare anche i tempi di consegna. Abbiamo analizzato nei giorni scorsi le possibili conseguenze della Brexit sull’economia, ma l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrà delle ripercussioni anche sul settore delle automobili. Ovviamente.Brexit, quando sarà? È iniziata la corsa contro il tempo Dopo le elezioni che hanno incoronato Boris Johnson, è iniziata una frenetica corsa contro il tempo. Londra dovrebbe lasciare l’Unione entro e non oltre la fine di gennaio. La data più probabile al momento resta quella del 31 gennaio 2019. L’Europa (in tutte le sue sfaccettature e i suoi segmenti) ha pochissimo tempo per adeguarsi alla rivoluzione inglese.Le conseguenze della Brexit sul mondo delle auto Il problema principale potrebbe essere legato alle barriere doganali che potrebbero essere reintrodotte con la Brexit. Se così fosse, a subire il contraccolpo sarebbero le case costruttrici con stabilimento nel Regno Unito, che rischierebbero di avere problemi nell’esportazione dei loro prodotti, Ma non è tutto. Nel peggiore degli scenari, ma non improbabile, si allungherebbero in maniera sensibile anche i tempi di consegna delle parti che devono poi essere assemblate per arrivare alla creazione del prodotto finito. Lo scenario non è roseo e non è un caso che la Honda, tanto per fare un esempio, abbia annunciato la decisione di chiudere il polo di Swindon nel 2021. Anche altre case costruttrici hanno deciso di limitare o annullare del tutto la propria attività sul suolo britannico, che rischia di diventare un campo minato.

16/12/2019
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Bollo auto, il ‘Rav’ va in pensione: dal 1° gennaio arriva PagoPa
Le nuove modalità di pagamento del bollo auto. Addio al ‘Rav’ per dare il benvenuto a PagoPa. Ecco tutte le novità in arrivo dal 1° gennaio. ROMA – Le nuove modalità di pagamento del bollo d’auto. Dal 1° gennaio 2020 ci sarà l’addio definitivo al “Rav” (il classico vecchio bollettino n.d.r.) con l’arrivo del PagoPa, che coinvolgerà tutti i pagamenti della pubblica amministrazione. Ultimi giorni, quindi, per usufruire del vecchio metodo con la nuova piattaforma che entrerà in vigore con l’anno nuovo. Da gennaio, infatti, addio al canale che le agenzie utilizzano per conservare i pagamenti su veicoli intestati ad altre regioni. Lotta all’evasione fiscale Presto il bollo auto, però, potrebbe essere oggetto ad ulteriori novità. La maggioranza giallo-rossa è al lavoro per cercare di eliminare la grande evasione fiscale. Per farlo si pensa ad una banca data unica gestita dall’Aci con l’obiettivo di “assolvere transitoriamente alla funzione di integrazione e coordinamento dei relativi archivi“. Il provvedimento è stato inserito in uno degli emendamenti del dl Fiscale, approvato nella giornata di ieri (giovedì 5 dicembre 2019 n.d.r.) alla Camera. “Le informazioni – si legge nel testo riportato dal Corriere della Sera – sono disponibili per tutti gli enti che a loro volta provvedono a far confluire in modo simultaneo e sistematico i dati dei propri archivi delle tasse automobilistiche nel sistema informativo del Pra“.Posticipato l’addio al Pra Inoltre, il decreto legge fiscale ha allungato la vita al Pra. L’abolizione, prevista per i primi mesi del 2020, è stata rimandata al 1° novembre ma non è escluso un ulteriore slittamento nelle prossime ore. Airbag moto Con la manovra, inoltre, si è deciso di inserire una detrazione del 50% (fino a un massimo di 500 euro n.d.r.) per gli airbag da moto con un onere complessivo di 30 milioni di euro per lo Stato. I dispositivi potranno avere sia l’attivazione meccanica che elettronica.

31/12/2019
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Mercedes Benz Certified - L'usato premium Garantito
Il passato è certificato. Il futuro è garantito. Mercedes-Benz Certified Scopri le dodici promesse. ?Solo l’usato Mercedes-Benz Certified ti fa ben 12 promesse, per offrirti un servizio personalizzato e completo in grado di assicurarti il meglio in termini di efficienza, sicurezza e qualità.1. Garanzia fino a 48 mesi Ogni vettura Certified è coperta da garanzia commerciale, per una durata che varia da 12 a 48 mesi in base alle sue caratteristiche (ad esempio anzianità e chilometraggio). Se si verifica un guasto, puoi rivolgerti al tuo dealer Certified di fiducia o al Customer Service al numero 00800 1 7777777, che ti indicherà l’officina Certified più vicina a cui rivolgerti. 2. Assistenza Stradale Mobilo In caso di panne, con il Programma Certified hai diritto all’assistenza stradale in tutta Europa grazie a Mercedes-Benz Mobilo. Per continuare ad usufruirne, è necessario effettuare la manutenzione programmata sulla vettura, secondo le scadenze prescritte dalla Casa costruttrice.3. Prodotti Finanziari Nel programma Certified rientrano solo le vetture migliori. E desideriamo che i nostri Clienti possano accedervi nel modo che preferiscono, offrendo la possibilità di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Proprio per questo, oltre all’acquisto in contanti, abbiamo pensato anche a formule di finanziamento, leasing e noleggio personalizzate.4. Permuta Si chiude un ciclo, ne ha inizio un altro. Se lo desideri, possiamo ritirare noi la tua vettura usata, per ridurre i tuoi pensieri e valorizzare al meglio il tuo ingresso nel Programma Certified.5. Manutenzione Che sia per mantenere i benefici di Mercedes-Benz Mobilo o per garantire ogni giorno la piena efficienza della vettura, la manutenzione è importante. Scopri con il tuo dealer Certified di fiducia tutte le formule di accesso ai piani di manutenzione per la tua vettura Mercedes-Benz Certified.6. 150 Controlli Scegliamo le auto migliori per te e le sottoponiamo a 150 minuziosi controlli, dalla carrozzeria alle componenti meccaniche, dagli interni all’elettronica, fino ai dispositivi di sicurezza. Ripristiniamo i sistemi di infotainment allo stato iniziale, in conformità il GDPR, per garantire che nessun dato personale rimanga accessibile al Cliente successivo. E per consegnarti una vettura in perfette condizioni, che sia tua in ogni dettaglio.7. Servizi Connessi Il mondo della tecnologia corre veloce, e con esso le nostre Mercedes-Benz Certified. Scopri Mercedes Me, il servizio che ti consente di accedere ai dati della tua vettura e di interagire con essa ovunque tu sia, o MBUX, l’interfaccia vocale per chiedere alla tua Mercedes di ultima generazione tutto ciò che potrà fare per te.8. Auto Sostitutiva Il Programma Certified segue i migliori standard Mercedes-Benz, anche per l’assistenza. In caso di guasti, incidenti, piccoli contrattempi, atti di vandalismo o furto di componenti, grazie a Mercedes-Benz Mobilo puoi proseguire il viaggio in tutta Europa, ove non sia possibile riparare la vettura sul luogo del guasto, con un’auto sostitutiva o in aereo/treno.9. Chilometraggio Certificato Con noi, puoi stare sereno. Il chilometraggio di ogni vettura Certified viene incrociato con la sua storia manutentiva presente nei database Mercedes-Benz, per garantirti che non vi siano sorprese. E, qualora i precedenti utilizzatori abbiano effettuato gli interventi di manutenzione altrove, il tuo dealer Certified di fiducia verificherà la documentazione a supporto prima di rendere disponibile la vettura all’interno del Programma.10. Consulenza Personalizzata È usato, è garantito, è premium. Per questo vogliamo offrirti un’esperienza d’acquisto di primo livello mettendo a tua disposizione più figure professionali, ciascuna specializzata in un’area differente. Per poter rispondere in modo più completo possibile su temi quali scelta della vettura, permuta, multimedia, sicurezza, formule d’acquisto o di utilizzo. Il tutto su misura per te.11. Digital Store Dal sito vetrina mercedes-benz-certified.it, su cui puoi scegliere in totale autonomia la tua prossima vettura Certified, fino agli strumenti digitali presenti in concessionaria, oggi l’esperienza d’acquisto è sempre più digitale. E il Media Expert sarà con te, presso il tuo dealer Certified di fiducia, per aiutarti a navigare nel mondo dei prodotti e dei Servizi Certified.12. Tagliando pre-consegna La manutenzione programmata è importante per garantire la piena efficienza di ogni vettura. Ogni auto Mercedes-Benz Certified viene consegnata con il tagliando già effettuato entro 90 giorni o 1.000 km prima della consegna. Altrimenti, sarà eseguito di nuovo.

31/12/2019
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Mercedes GLA: ora è più... suv
Mercedes GLA: ora è più... suvLa nuova generazione della Mercedes GLA sarà in vendita dalla primavera del 2020 e cambia look: più alta di 10 cm ha ora un aspetto più muscoloso. TUTTA NUOVA - In vendita dalla primavera 2020, la seconda generazione della Mercedes GLA ha il difficile compito di sostituire un modello che in 6 anni (è stato svelato nel 2013) ha superato il milione di esemplari. Per auto così riuscite è abitudine cambiare il meno possibile, ma la casa tedesca va contro corrente e lancia una GLA con forme del tutto rinnovate. L’edizione 2020 della Mercedes GLA è meno slanciata rispetto alla vecchia e assume l’aspetto di una suv, grazie anche all’altezza di 10,4 cm maggiore. Ora è più simile alle rivali BMW X1 e X2, Audi Q3 e Volvo XC40 rispetto alle quali ha misure paragonabili essendo lunga 441 cm, larga 183 cm e alta 161 cm.  LINEE PULITE - Le linee della nuova Mercedes GLA sono più morbide e fluide rispetto alla precedente generazione: un tratto comune alle ultime Mercedes sono le fiancate levigate prive di nervature e le sottili luci a led di forma allungata, con quelle posteriori a filo del portellone. La suv esprime tuttavia una precisa personalità, grazie alle due “creste” del cofano anteriore, al tetto che digrada verso la parte posteriore e al grosso fregio cromato nell’ampia mascherina anteriore, un dettaglio che richiama le suv di maggiori dimensioni Mercedes GLE e GLS. Non mancano le protezioni antigraffio nei passaruota, oltre a quelle nei fascioni. I cerchi sono da 17” a 20”. PIÙ AGIO A BORDO - L’interno della nuova Mercedes GLA ha molto in comune con la Classe A e tutte gli altri modelli che ne condividono l’ossatura (il pianale MFA2), complice l’essenziale plancia dove svettano i due schermi affiancati del sistema multimediale MBUX: sono di 7” o 10,25”. Simili anche le bocchette rotonde in stile aeronautico. La GLA offre più agio all’interno per i 5 passeggeri, perché la casa tedesca dichiara 3,4 cm extra per i gomiti di chi siede davanti e 4,3 cm per le spalle di chi siede dietro, mentre i sedili rialzati di 14 cm rispetto alla Classe A non vanno scapito dello spazio per la testa: ci sono 2,2 cm in più. Fra le novità della GLA c’è inoltre il divano scorrevole di 14 cm in senso trasversale, utile per assegnare più spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori o per il baule: con il divano in uso contiene 435 litri, 14 in più. PEDONI AL SICURO - La seconda generazione della Mercedes GLA ha un equipaggiamento più ricco sul fronte degli aiuti alla guida. Ai sistemi che ci si aspetta di trovare su un’auto di questa categoria, come la frenata automatica, il regolatore di velocità adattativo, il sistema contro l’involontario cambio di corsia e quello che riproduce i segnali stradali nel cruscotto, si aggiungono l’adattamento automatico della velocità al limite vigente e l’evoluto monitoraggio dell’angolo cieco negli specchietti, che emette un avviso sonoro all’apertura delle porte se non viene scorto un pedone o un ciclista in arrivo. CAMBIA ANCHE IL 4X4 - Il pianale a trazione anteriore MFA2 è lo stesso delle altre Mercedes compatte, fra le quali la Classe B, la CLA e la GLB, ma qui è in versione con il più evoluto retrotreno con sospensioni a quattro bracci (per le Classe A meno potenti c’è il ponte torcente). Optional la trazione integrale: su fondi asciutti le ruote anteriori scaricano a terra l’80% della coppia e quelle posteriori il 20%, ma in caso di perdite d’aderenza alle ruote posteriori viene inviato fino al 50% della coppia. A differenza del vecchio modello, dove un attuatore idraulico azionava la frizione per il trasferimento della coppia alle ruote posteriori, la GLA 2020 ha una ruota dentata messa in funzione da un motore elettrico. A richiesta c’è il pacchetto OffRoad, che aggiunge anche una modalità di guida specifica. DUE MOTORI - La Mercedes GLA 2020 sarà venduta inizialmente con due motori benzina, entrambi turbo a 4 cilindri: il 1.3 da 163 CV della GLA 200 e il più potente 2.0 da 306 CV della AMG GLA 35, che promette 250 km/h di velocità massima e 5,1 secondi per lo ‘0-100’ (la GLA 200 invece si “ferma” a 210 km/h e sprinta da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi). La GLA 200 ha il cambio robotizzato a doppia frizione con 7 marce, la GLA 35 il doppia frizione con 8 rapporti.

11/12/2019
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DUC- Documento Unico di Circolazione
Regalo di Natale per gli automobilisti italiani: sotto l’albero, c’è anche il DUC, acronimo (che piacerà ai nostalgici…) di Documento Unico di Circolazione, che dall’inizio del nuovo anno sostituirà certificato di proprietà e carta di circolazione dei veicoli.Nell’ottica della semplificazione burocratica, infatti, dal 2020 un documento unico prenderà il loro posto: DUC riunirà insieme le informazioni della Motorizzazione Civile, che consegna il libretto di circolazione e del PRA, il Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’ACI cui compete il rilascio del certificato di proprietà.Il nuovo documento, che sarà rilasciato dal MIT (Ministero di Infrastrutture e Trasporti), conterrà tutti i dati del veicolo, quelli tecnici e quelli relativi alla proprietà, finora distinti appunto nella carta di circolazione (detto anche libretto, per brevità) e nel certificato di proprietà. Il DUC verrà rilasciato da un qualsiasi STA, lo sportello telematico dell’automobilista, dagli uffici ACI e quelli della Motorizzazione: gli STA avranno il compito di realizzare tutti i fascicoli digitali, che verranno inoltrati per via telematica.In questo modo sarà possibile rivolgersi ad un solo ufficio per svolgere tutti gli adempimenti di legge, in luogo del doppio passaggio in Motorizzazione e all’ACI-PRA come avviene oggi. Per l’utente i vantaggi sono evidenti, anche economici: infatti, oltre alla facilità di conservazione del documento, che essendo formato elettronico potrà essere conservato in più luoghi e con maggior sicurezza, si riducono anche i costi relativi alle pratiche amministrative, come il passaggio di proprietà fra privati.Per questa operazione si pagheranno due marche da bollo anziché quattro, per un controvalore di 32 euro rispetto agli attuali 64, mentre il costo della trascrizione al PRA sarà ridotto di ulteriori 7 euro; in totale, un risparmio di 39 euro.Nulla cambia, invece, per l’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) dovuta all'Ente locale all'atto del passaggio di proprietà, che rimane invariata.Le novità burocratiche non finiscono qui: nel 2020, infatti, debutterà anche l’ATS (Agenzia per il Trasporto Stradale), che assorbirà i servizi finora svolti dal PRA, come la registrazione dei passaggi di proprietà e i rinnovi delle patenti di guida.

11/12/2019
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Mercedes GLB: il piacere di guida trova spazio
Mercedes GLB: il piacere di guida trova spazio Anche nella “pepata” versione AMG da 306 CV, questa suv è comoda e versatile. Ma c’è da spendere per gli optional, fra i quali due posti extra in terza fila. Mercedes GLB 35 AMG 4Matic Non solo supercar Evidentemente l’atelier sportivo AMG ci ha preso gusto: è il sesto modello “entry level” a essere sviluppato con abbondante aggiunta di pepe. E, per certi versi, questa suv è anche la più “rivoluzionaria”: alle elevate prestazioni garantite dal suo 2.0 turbo a benzina da 306 CV (la casa dichiara appena 5,2 secondi nello “0-100” e 250 km/h di velocità massima limitata elettronicamente) abbina una notevole praticità. Caratteristica, quest’ultima, alla quale contribuiscono pure i due strapuntini a scomparsa nel baule, che portano a sette i posti totali: costano ben 915 euro, ma nella cifra è compreso il “prolungamento” degli airbag a tendina (che devono proteggere anche la testa di chi siede in terza fila).  Esteticamente, questa variante “anabolizzata” della Mercedes GLB si distingue dalle altre principalmente per la mascherina a listelli cromati verticali e per i due terminali di scarico a sezione ellittica che sbucano ai lati del finto estrattore d’aria. Standard i cerchi in lega di 19” (ma in opzione ce ne sono fino a 21”, con prezzi, però, ancora da definire, così come quello della vettura e degli altri optional), dietro i quali si scorgono i freni maggiorati (dischi anteriori di 350 mm di diametro con pinze a quattro pistoncini, e posteriori di 330 mm con pinze monopompante). Abbondante lo spoiler che incornicia il lunotto, mentre le protezioni in plastica, poste a riparo della parte inferiore della carrozzeria e degli archi passaruota, ci ricordano di essere comunque di fronte a un’auto pensata anche per affrontare agevolmente sterrati o fondi innevati; del resto, in nome della praticità, questa AMG non rinuncia nemmeno alle barre sul tetto.  La famiglia parte da 116 CV  Con la media A (e con le sue derivate Classe A Berlina, CLA, CLA Shooting Brake e B) condivide la piattaforma MFA, quella delle “piccole” della casa di Stoccarda, che prevede il motore anteriore in posizione trasversale e non, come nei modelli più grandi, in posizione longitudinale. Alla GLC, invece, questa media suv si avvicina nella lunghezza: 463 cm contro 466. La Mercedes GLB, che viene costruita in Messico nello stabilimento di Aguascalientes (e, per il mercato cinese, a Pechino), è strategica per il marchio tedesco.  I motori sono tutti turbo a quattro cilindri, a benzina o a gasolio. Fra i primi, oltre all’unità che equipaggia la potente Mercedes GLB 35 AMG 4Matic che abbiamo guidato, ci sono il 2.0 da 224 CV della GLB 250 4Matic (da 48.107 euro) e il 1.3 da 163 CV che muove la GLB 200 (da 39.129 euro). Tutti di “due litri”, invece, i diesel: quello della 180 d (da 35.390 euro) ha 116 CV, che salgono a 150 per la 200 d (da 38.443 euro), quest’ultima disponibile anche con trazione integrale 4Matic (42.973 euro); solo 4x4, infine, la 220 d da 190 CV (da 48.573 euro). Il cambio è robotizzato a doppia frizione a 8 marce per le 2.0 e a 7 marce per la 1.3. Oltre all’allestimento “base” Executive e al Business (abbinabili solo ai motori meno potenti) ci sono, a salire, lo Sport, lo Sport Plus e il Premium. La nuova suv tedesca si può già ordinare e le prime consegne sono previste fra la fine di dicembre 2019 e gennaio 2020. La AMG, invece, si farà attendere più a lungo. Una meccanica davvero sofisticata Già collaudato in altre AMG compatte (come la A 35), il “cuore” della Mercedes GLB 35 AMG 4Matic è un quattro cilindri turbo di due litri a fasatura variabile. Piuttosto leggero (anche il basamento è in alluminio), ai 306 CV di potenza massima associa ben 400 Nm di coppia, fruibili fra i 3000 e i 4000 giri. Inoltre, vanta una buona efficienza (alla quale contribuiscono gli iniettori piezoelettrici), tanto che la casa dichiara consumi di benzina ragionevoli in rapporto alle prestazioni (13,3 km/l nel ciclo combinato, con emissioni di CO2 pari a 171 g/km). È abbinato al cambio robotizzato a doppia frizione e 8 marce, capace di assecondare anche la guida sportiva grazie alla doppietta automatica in scalata; il sistema supporta anche la funzione Race Start, che ottimizza la risposta della meccanica per dare il massimo nello sprint da fermo. Si chiama 4Matic Performance AMG il sistema di trazione integrale della Mercedes GLB basato su una frizione a dischi multipli a funzionamento elettromeccanico e ripartizione variabile della coppia fra i due assi: in base alle condizioni di aderenza e al tipo di guida, può inviarne fino al 100% alle ruote anteriori o a quelle posteriori, come pure bloccare il rapporto sul valore 50:50, per favorire la marcia sui terreni difficili. Cinque le modalità di guida selezionabili: si va dalla Slippery, ottimizzata per i fondi scivolosi, alla Comfort, per arrivare alle più “aggressive” Sport e Sport+. In aggiunta, c’è la Individual, che consente di personalizzare separatamente i vari parametri. Il programma di guida impostato offre specifiche risposte del motore, del cambio (per esempio ritardando, nelle modalità sportive, il passaggio al rapporto superiore), del sistema 4Matic, dello sterzo e delle sospensioni a controllo elettronico; presenti anche il sistema 4ETS che, se necessario, agisce sui freni emulando un differenziale autobloccante (per limitare eventuali slittamenti di una singola ruota), e lo sterzo a rapporto variabile che si “appesantisce” al crescere della velocità. Flessibilità al potere Moderno e curato tanto nei materiali quanto nelle finiture, l’abitacolo della Mercedes GLB 35 AMG 4Matic presenta una moderata caratterizzazione sportiva, essenzialmente affidata alle sagomate poltrone anteriori: rivestite in ecopelle e microfibra, hanno i fianchetti pronunciati, ma non i poggiatesta integrati come in altri modelli AMG. Specifici anche il volante con corona schiacciata inferiormente, la pedaliera con metallo a vista e gommini antiscivolo, oltre alle cinture di sicurezza rosse; non particolarmente estese le palette per la selezione sequenziale delle marce. Ormai tipica delle Mercedes recenti è la strumentazione digitale (un pannello di 10,25”) che, nella AMG, dispone pure della visualizzazione Supersport con contagiri al centro; vicinissimo c’è un secondo display (anch’esso di 10,25”) che visualizza varie funzioni di bordo e serve il sistema di infotainment, gestibile sia tramite controller tattile nel tunnel sia attivando il riconoscimento vocale (basta pronunciare la frase “Hey Mercedes”). Fra le varie chicche, la “realtà aumentata” per il navigatore, che in prossimità di svincoli o incroci integra le indicazioni con le immagini riprese dalle telecamere di bordo, e l’AMG Track Pace, una app per chi vuole usare la GLB in pista, cronometrando i tempi sul giro e sfruttando varie informazioni per abbassarli. Accessori e optional da vettura di lusso Migliorabile l’ergonomia dei piccoli tasti allineati nella plancia della Mercedes GLB, fra i quali si trova (poco riconoscibile) quello per attivare il lampeggio d’emergenza, e del freno a mano elettronico, defilato sulla sinistra e fuori portata dei passeggeri; sono, invece, comodi i pulsanti e la rotella nel volante per agire sulle modalità di guida e sulla taratura delle sospensioni. Il tetto panoramico scorrevole (1.427 euro) dona luminosità a un ambiente nel quale lo spazio non manca: complice il passo allungato di 10 cm rispetto a quello della classe B (per un totale di 283 cm), l’agio per le gambe è soddisfacente anche dietro; inoltre, si può contare sul divano diviso in due sezioni indipendenti (con schema 60:40) che scorrono longitudinalmente di 14 cm: tenendolo “tutto avanti”, si possono sfruttare 570 litri di capacità del baule, che salgono a 1805 rinunciando ai posti dietro. Lo schienale del divano è in tre elementi, e abbattendo soltanto quello centrale si riescono a stivare oggetti lunghi (come gli sci) mantenendo in uso i posti laterali. Quando si sfrutta la massima capienza, il piano di carico rialzabile consente di eliminare il gradino altrimenti dovuto al divano, creando un doppiofondo nel quale - se presenti - scompaiono i due sedili aggiuntivi. A proposito di questi ultimi, c’è di buono che sono dotati di innesti Isofix per agganciare i sistemi di trasporto per bambini, ma risultano angusti per i passeggeri adulti (del resto sono omologati per stature fino a 168 cm). Numerosi gli optional dedicati al comfort, come le poltrone con funzione massaggio (720 euro). Assieme all’airbag per le ginocchia del guidatore, per tutte le versioni della Mercedes GLB sono di serie - fra l’altro - dispositivi quali la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento in corsia attivo fra i 60 e i 200 km/h, il sistema che rileva automaticamente i limiti di velocità e la disattivazione automatica dell’airbag del passeggero (un sensore rileva se il sedile destro non è occupato, o se è presente un seggiolino per bambini); per i modelli 4Matic è standard anche il limitatore di velocità in discesa. Non mancano ausili alla guida di ultima generazione che, combinati, abilitano la guida semi-autonoma: fra questi, il cruise control adattativo con funzione stop&go e la capacità di regolare l’andatura basandosi su segnaletica stradale e dati cartografici del navigatore, la sterzata automatica e l’assistenza all’evitamento di ostacoli, che prevede pure la funzione “corridoio di emergenza” in caso di presenza di veicoli in coda (la vettura individua tramite telecamere e sensori un passaggio libero per evitare collisioni o ridurne le conseguenze); presenti pure alcune funzioni estese della frenata automatica, che interviene nelle svolte a sinistra anche in presenza di veicoli provenienti dalla corsia opposta o, in combinazione con il Blind Spot Attivo, quando c’è rischio di urti durante le manovre di parcheggio. Te la gusti a “testa alta” Per godere della migliore posizione di guida, il sedile va regolato alto: così ci si può sentire la Mercedes GLB 35 AMG 4Matic bene in mano e come cucita addosso. Convincono subito fluidità e souplesse di marcia, mentre selezionando le posizioni Sport e Sport+ si assapora la vera essenza di questa pepata edizione, che, pur non risultando esageratamente rigida, “copia” al meglio le irregolarità del fondo senza fastidiose oscillazioni e vanta uno sterzo gradevole e preciso. Solo quando si sfruttano a fondo i tanti cavalli disponibili, si devono fare i conti con la marcata inerzia derivante dalla massa di circa 1800 kg. Apprezzabili l’efficacia e l’affidabilità della trazione integrale 4Matic, come abbiamo ben potuto verificare nel nostro test, flagellato da pioggia e vento. Anche in questa occasione, non abbiamo gradito l’intervento davvero brusco del sistema di abbandono della corsia di marcia, che fa soprassalire con un vistoso colpo di freni (talvolta, specie su fondo viscido, può anche scomporre l’assetto).  Da promuovere motore e freni Rispetto a quello delle 200 e 220 d, il quattro cilindri della Mercedes GLB 35 AMG 4Matic sembra quasi dirompente: ha un rombo pieno e una pronta risposta all’acceleratore a tutti i regimi, per quanto il meglio venga fuori da 2750 a 6500 giri (dove interviene il limitatore quando il 2.0 turbo sembrerebbe avere ancora molto da dare). Valida anche nei percorsi di montagna la logica del cambio, che solo quando si ha voglia di guidare sportivamente si vorrebbe più pronto in scalata. Si tratta di un otto marce robotizzato molto ben spaziato, che si fa apprezzare anche per la puntuale “doppietta” automatica quando si passa a un rapporto inferiore. Molto ben bilanciati, invece, i freni, persino quando li si richiama in curva. Vanno meglio in Sport e Sport+: modalità che compensano quasi del tutto le oscillazioni della carrozzeria.

11/12/2019
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Volvo e Geely insieme per i motori
Volvo e Geely formeranno una nuova divisione preposta allo sviluppo di propulsori endotermici ed ibridi destinati a tutte le marche del gruppo. L’UNIONE GA LA FORZA - uniranno le loro forze per la costituzione di una nuova divisione indipendente preposta allo sviluppo di motori a combustione e ibridi di prossima generazione, che verranno forniti a tutte le marche facenti capo al gruppo cinese: Geely Auto, Proton, Lotus, Levc e Lynk & C, oltre ad eventuali produttori terzi. GRANDE CAPACITÀ PRODUTTIVA - La nuova  non prevede riduzioni della forza lavoro e avrà una propria specifica autonomia accorpando i 3000 dipendenti della Volvo ed i 5000 della Geely che lavorano in questo settore, consentendo alle due aziende automobilistiche notevoli sinergie operative, industriali e finanziarie, con un conseguente risparmio di costi. La nascita del nuovo fornitore a livello globale consentirà quindi di disporre di una notevole capacità produttiva di motori, pari a oltre 2,5 milioni di unità (la Volvo produce circa 600.000 propulsori a combustione e la Geely quasi 2 milioni). PROCESSO GRADUALE - La creazione della divisione motori permetterà alla Volvo di concentrarsi sullo sviluppo della sua gamma di auto elettriche ed elettrificate di alta gamma. Infatti, secondo l’obiettivo prefissato dalla casa svedese, metà delle vendite globali dovrà essere completamente elettrica e l'altra metà ibrida, utilizzando la nuova unità. La casa svedese ritiene che l'elettrificazione dell'industria automobilistica sarà un processo graduale, quindi, accanto alle auto completamente elettriche, ci sarà ancora spazio per una significativa domanda di efficienti propulsori ibridi.

11/12/2019
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Mercedes-Benz L'ibrido plug-in diesel arriva anche sulla Coupé
Nel linguaggio della Stella, la sigla "de" indica la combinazione tra il motore diesel e il powertrain plug-in hybrid: in questo caso si tratta dell'unico quattro cilindri attualmente disponibile per la Suv. Le altre GLE Coupé sono infatti le 350d e 400d con il V6 3.0 a gasolio da 272 e 330 CV e la sportiva AMG 53 sei cilindri 3.0 EQ Boost da 435 CV. Presto dovrebbe inoltre debuttare la più potente versione AMG 63 con il V8 4.0 biturbo.320 CV e 700 Nm per l'ibrido plug-in diesel. La Mercedes-Benz GLE 350de 4Matic Coupé utilizza il 2.0 diesel da 194 CV e 400 Nm abbinato al motore elettrico integrato nel cambio automatico 9G-Tronic. La potenza totale di sistema è pari a 320 CV e 700 Nm e le batterie da 31,2 kWh garantiscono un'autonomia in modalità elettrica compresa tra 82 e 100 km nel ciclo Wltp. La velocità massima è pari a 160 km/h con il motore elettrico e 210 km/h con l'endotermico, mentre i 100 km/h da fermo vengono ragigunti in 6,9 secondi sfruttando l'intero powertrain. Il consumo medio omologato (secondo il ciclo Nedc ricalcolato) è compreso tra 1,1 e 1,3 l/100 km con 30-34 g/km di C02. Cinque modalità di guida e cinque livelli di recupero d'energia in frenata. Il guidatore può selezionare cinque diverse modalità di guida denominate Eco, Comfort, Off-Road, Electric e Battery Level, che intervengono sul powertrain e su altri componenti della vettura. Nella modalità Eco è attiva la funzione di sailing che scollega dalla trasmissione il motore endotermico in rilascio, mentre nella guida in elettrico è possibile utilizzare i paddle per scegliere tra cinque livelli di recupero d'energia in frenata: D Auto, D+, D, D- e D--. La modalità Battery Level permette infine di mantenere alto il livello di carica degli accumulatori per poter utilizzare successivamente il solo motore elettrico.

06/12/2019
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Bimbi in auto: ecco 10 cose importanti da ricordare.
Bimbi in auto: ecco 10 cose importanti da ricordare. bimbi in auto Spesso non ce ne rendiamo conto ma avere dei bambini in auto ci obbliga a considerare alcuni aspetti particolari davvero importanti. Cominciamo dicendo che c’è una regola base che, in ogni caso, deve essere ricordata: non dimenticare mai il seggiolino. Anche se pensi di effettuare un breve tragitto, ricordati di mettere in sicurezza i bambini, legandoli al seggiolino omologato. La sicurezza in auto è estremamente importante. Ecco un utile riepilogo per i genitori e per tutti coloro che viaggiano con bambini a bordo: Tutti i bambini, fino a 150 cm di altezza, sono obbligati ad utilizzare il seggiolino, che deve essere utilizzato sempre, anche durante brevi tragitti. Il seggiolino deve essere selezionato in base al peso del bambino e deve essere sostituito mano mano. Il luogo ideale per sedere i bambini è il sedile posteriore, possibilmente in centro o sul lato destro, dietro il sedile del passeggero. Gli ovetti da 0 a 15 mesi, che fanno parte dei seggiolini del gruppo 0+, devono essere installati in senso contrario rispetto alla direzione di marcia per ridurre i possibili effetti di un incidente. Se hai deciso di far sedere il bambino sul sedile anteriore, in senso contrario al senso di marcia, ricordati di disattivare tassativamente l’airbag. Se i bambini vengono seduti, invece, nel senso di marcia, non devi effettuare questa operazione. Prima di installare un seggiolino, leggi sempre attentamente le istruzioni di montaggio. Un’installazione non ottimale può essere fatale. Fai attenzione all’usato: accertati della provenienza del seggiolino che pensi di utilizzare e non modificare il prodotto Nel caso in cui il veicolo subisca un incidente, è bene sostituire il seggiolino coinvolto perché potrebbe aver subito danni apparentemente non visibili ma capaci di compromettere la sicurezza. Utilizza le apposite tendine per proteggere il tuo bambino dai raggi solari. Durante la stagione calda verifica le condizioni del seggiolino e fai in modo che il tuo bambino sia sempre seduto all’asciutto. Man mano che cresce, insegna al tuo bambino come allacciare la cintura di sicurezza, dando sempre il buon esempio e insegnandogli le dovute manovre. La sicurezza è importante. I genitori devono sempre indossare le cinture di sicurezza. Ricorda che le cinture sono obbligatorie su ogni sedile occupato e che sono in grado di salvarti la vita. Buon viaggio! Scopri la nostra gamma di veicoli usati e km0.

01/01/2018
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